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Schizofrenia

Schizofrenia

 Il disturbo psicotico viene definito come un grave disordine mentale caratterizzato da profonda incapacità nell'affrontare la realtà, evidenziato tipicamente da deliri, allucinazioni, eloquio disorganizzato (da cui si può desumere la disorganizzazione del pensiero, “disturbo formale del pensiero”), e/o da comportamento catatonico e/o disorganizzato. In questa definizione è molto importante soffermarsi sulla “profonda incapacità nell'affrontare la realtà” il che, in altre parole, indica la perdita di contatto con la realtà. La psicosi può cambiare definitivamente la vita dei pazienti e dei membri delle loro famiglie. Le terapie in uso a volte non consentono al paziente di tornare a vivere come faceva prima della malattia.
I disturbi con caratteristiche psicotiche comprendono la schizofrenia, il disturbo schizofreniforme, il disturbo schizoaffettivo e i disturbi dell'umore con manifestazioni psicotiche. Alcuni disturbi psicotici possono altresì, in situazioni di scompenso, presentare caratteristiche psicotiche.

Cos'è la Schizofrenia?

La schizofrenia è una forma di malattia psichiatrica caratterizzata da un decorso superiore ai sei mesi (tendenzialmente cronica o recidivante), dalla persistenza di sintomi di alterazione del pensiero, del comportamento e dell'affettività, con una gravità tale da limitare le normali attività della persona.
È da tenere presente che schizofrenia è un termine piuttosto generico che indica non una entità nosografica unitaria, ma una classe di disturbi, tutti caratterizzati da una certa gravità e dalla compromissione del cosiddetto "esame di realtà" da parte del soggetto. A questa classe appartengono quadri sintomatici e tipi di personalità anche molto diversi fra loro, estremamente variabili per gravità e decorso.
La schizofrenia colpisce in media più frequentemente soggetti nella tarda adolescenza e nella prima fase dell'età adulta (nel 75% dei casi l'esordio avviene tra i 15 e i 35 anni, mediamente più tardi nelle donne), ma alcune forme colpiscono prevalentemente persone adulte o di mezza età. È una malattia ubiquitaria, riscontrata in ogni epoca e cultura. Il suo tasso di prevalenza varia tra lo 0,6% e lo 0,8% della popolazione generale.

Altri tipi di psicosi

Accanto alla schizofrenia, che rappresenta la patologia psicotica più comune, le psicosi possono esistere in comorbilità con altre patologie di tipo internistico o neurologico. Le psicosi “organiche”, anche dette“secondarie a patologie internistiche o neurologiche”, rappresentano, dopo la schizofrenia, la seconda patologia caratterizzata da disturbi allucinatori e/o deliranti.
Nell'ambito delle psicosi “organiche” va collocato anche il delirium tremens. Si tratta di un sintomo che si manifesta in circa il 5% dei casi di sindrome da astinenza in pazienti assuefatti all'alcool. Il delirium tremens è costituito principalmente da stato confusionale con disorientamento spazio-temporale, tremore, allucinazioni.
I disturbi psicotici di origine “organica” o secondaria stanno diventando sempre più comuni. Ad esempio, in Italia è stato calcolato che ci sono circa 700.000 pazienti colpiti da demenza e di questi circa un terzo manifesta sintomi psicotici.
Dal punto di vista clinico, la sintomatologia delle psicosi secondarie è costituita da allucinazioni e deliri ma, quasi sempre, rispetto alle sindromi psichiatriche schizofreniche, manca il repertorio completo dei sintomi positivi e negativi. Per tale ragione queste psicosi, quando anche si presentano con un quadro psicopatologico abbastanza strutturato in senso psicotico, vengono etichettate come “simil-schizofreniche” (schizophrenia-like psychosis).
Spesso nelle psicosi associate a patologie neurologiche si hanno quadri psicopatologici misti, nei quali coesistono oltre ai disturbi del pensiero e della percezione, disturbi dell'umore (depressione o mania), disturbi dell'attenzione (fino ad arrivare agli stati confusionali), disturbi cognitivi (come per es., nelle demenze).

 

 

Riferimenti bibliografici

Riferimenti bibliograficiKessler RC et al. Curr Opin Psychiatry 2007; 20 (4): 359-64.
Riferimenti bibliograficiMcGrath J et al. BMC Med 2004, Apr 28; 2: 13.
Riferimenti bibliograficiWarner R et al. Schizophrenia, epidemiology of mental disorders and psychosocial problems, World Health Organization, Geneva, 1995.
Riferimenti bibliograficiAndreasen NC. Schizophrenia, from Mind to Molecule, American Psychiatric Press Inc., 1994. (Trad. italiana a cura di E. Sacchetti, Centro Scientifico Ed:, 1998)

  

 

A cura del Dottor L. Cantini

 

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