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Osteoporosi nelle donne

L'indebolimento quantitativo e qualitativo del tessuto scheletrico conseguente alla menopausa (riduzione dei livelli di estrogeni) ed ai processi involutivi propri dell'invecchiamento rendono le donne particolarmente suscettibili al rischio di osteoporosi e fratture osteoporotiche. Nel corso della vita ed in particolare dopo la   menopausa  una donna può perdere dal 35% al 50% della massa ossea massimale raggiunta in giovane età. Tale perdita, che si accompagna ad alterazioni qualitative del tessuto minerale scheletrico, è correlata appunto al sovrapporsi della riduzione dei livelli sierici circolanti di estrogeni ( menopausa ) ai molteplici fenomeni di involuzione ossea legati all'età, comuni nei due sessi. La  menopausa pertanto rende ragione della maggiore frequenza dell'osteoporosi e delle fratture nelle donne rispetto ai maschi, che per esempio nel corso della vita mostrano una perdita di massa ossea più contenuta (20%-30%). 

Osteoporosi nelle donne

L'osteoporosi primaria/primitiva rappresenta pertanto la causa più frequente di osteoporosi nella donna. 

Nel corso degli ultimi due decenni si è tuttavia osservato un incremento significativo delle forme di osteoporosi secondaria nella donna. Questo incremento delle forme secondarie non è il risultato di un peggioramento delle nostre competenze sanitarie, ma, al contrario, è la diretta conseguenza dei progressi della medicina e della nostra capacità di curare meglio certe patologie. 
Le donne con neoplasia mammaria rappresentano un chiaro esempio di questo fenomeno. Gli inibitori dell'aromatasi sono una classe di farmaci che ha trovato largo utilizzo nelle donne con tumore della mammella. Gli inibitori dell'aromatasi agiscono riducendo i livelli di estrogeni circolanti residui, e pertanto (in analogia con quanto avviene con la  menopausa ) possono indurre direttamente osteoporosi e incrementare il rischio di frattura. In considerazione dell'ampia diffusione degli inibitori dell'aromatasi, l'osteoporosi secondaria al loro utilizzo sta assumendo sicuramente una discreta rilevanza.
E' importante comunque sottolineare come esistano numerose altre forme di osteoporosi secondaria nella donna, alcune delle quali comuni anche al sesso maschile. 

 

Bibliografia:

 

Società Italiana dell'Osteoporosi del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro. Linee Guida per la Diagnosi, Prevenzione e Terapia dell’Osteoporosi. 2012.
Albanese Cv, Passariello R. Osteoporosi e Malattie Metaboliche dell’Osso. Clinica e Diagnostica. Seconda Edzione, 2009.
American Society for Bone and Mineral Research. Primer on the Metabolic Bone Diseases and Disorders of Mineral Metabolism. Seventh Edition, 2008.
Marcus R, Feldman D, Nelson DA, Rosen CJ. Osteoporosis. Third Edition, 2008. 

 
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Penne Forsteo