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Dieta e diabete

La dieta mediterranea

La dieta mediterranea

 Nel 2010, il comitato intergovernativo dell'UNESCO ha proclamato la Dieta Mediterranea patrimonio culturale immateriale dell'umanità

Il Mar Mediterraneo può essere definito come un bacino interno dell’Oceano Atlantico, compreso tra l’Europa a Nord, l’Africa a Sud e l’Asia ad Est. Alcuni considerano il Mediterraneo il centro più importante nello sviluppo della civiltà umana perché entro i suoi limiti geografici si è sviluppata e risolta tutta la storia del mondo antico: sulle sue rive e nelle isole che racchiude sono sorte e si sono succedute più civiltà che in qualunque altra Parte della Terra. L’acqua del Mediterraneo è stata punto di unione e di confronto tra popoli.

Oggi possiamo definire l’alimentazione mediterranea punto di contatto e di conoscenza reciproca, visto che la dieta tradizionalmente adottata nei Paesi dell’area è un modello alimentare che si contraddistingue per uno spiccato equilibrio nutrizionale e per la capacità di prevenire le malattie metaboliche, degenerative e cardiovascolari. 

L’idea della dieta mediterranea era stata già intuita nel 1939 dal medico nutrizionista Lorenzo Piroddi,  che per primo ipotizzò la connessione tra alimentazione diabete e obesità tanto da mettere a punto  un’alimentazione terapeutica con limitato consumo di uova, latticini, carne bianca e rossa.

 

Negli anni cinquanta Ancel Benjamin Keys medico e fisiologo statunitense (Colorado Springs, 24 giugno 1904 – Minneapolis, 20 novembre 2004) intuì che vi fosse uno stretto rapporto tra tipo di alimentazione e longevità. Keys aveva formulato , nel 1942, durante la seconda guerra mondiale, la Razione K, che costituì la base per l'alimentazione di sussistenza dell'esercito americano. In base alla sua esperienza al seguito dell'esercito alleato, stabilì i primi contatti che saranno il punto di partenza per un ampio studio scientifico noto come "Seven Countries Study". Grazie a questo studio furono messe a confronto le diete adottate da diverse popolazioni, per verificarne i benefici e i punti critici e comprese le associazioni tra tipologia di alimentazione e  rischio d’insorgenza di malattie croniche.  L’elaborazione dei dati raccolti ha permesso di  comprendere come il livello elevato di acidi grassi saturi nella dieta e del colesterolo nel sangue rappresentino  fattori in grado sia di spiegare le differenze nei tassi di mortalità di diversi gruppi, sia di prevedere i tassi futuri di malattie coronariche. La popolazione di Montegiorgio (Marche - Italia) e gli abitanti di Crevalcore (località rurale dell’Emilia - Italia) avevano un tasso molto basso di colesterolo nel sangue e una percentuale minima di malattie coronariche, dovuta.  al consumo di olio di oliva, pane e pasta, aglio, cipolla rossa, erbe aromatiche, frutta, verdura e poca carne. Nel 1975 Keys pubblicò Eat well and stay well, the Mediterranean way e il termine "Dieta Mediterranea" divenne uno dei più citati nella medicina moderna. 

E’ interessante sapere che Ancel Keys si traferì in Italia a Pioppi, un villaggio di pescatori del comune di Pollica, nel Cilento, sua terra di adozione ed è rimasto in questa località per 28 anni, studiando accuratamente l'alimentazione della popolazione locale e giungendo alla conclusione che la dieta mediterranea apporta evidenti benefici alla salute.

 

Dopo queste prime segnalazioni molti lavori scientifici sono giunti alle stesse conclusioni tanto che per  arrivare a cercare di misurare l’aderenza, o la distanza, di una qualsiasi dieta da quella mediterranea, sono stati sviluppati  indici di adeguatezza mediterranea. In particolare, Antonia Trichopoulou , dopo aver creato un indice che quantifica l’aderenza alla Dieta Mediterranea su una scala che va da 0 a 9 (dove il valore massimo significa massima aderenza e viceversa), ha rilevato una associazione inversa tra il punteggio ottenuto e i tassi di mortalità delle persone più anziane. 

Le conclusioni a cui siamo giunti, in modo ormai inconfutabile, sono che  l’adozione di una dieta mediterranea o meglio di uno stile di vita mediterraneo è un fattore di protezione contro le più diffuse malattie croniche primi fra tutte il diabete e l’obesità.

 

In pratica è consigliabile:
  • Migliorare il consumo di verdura, legumi, frutta e frutta secca, e cereali (che nel passato erano prevalentemente integrali);
  •  Utilizzare l’olio di oliva come condimento; 
  • Consumare il pesce almeno due volte a settimana;  
  • Concedersi un moderato consumo di prodotti caseari (formaggio) e vino;  
  • Contenere il consumo di carne rossa, carne bianca;
  • Cercare di ridurre l’introito di acidi grassi saturi.

Non va dimenticato che la vita sedentaria è il peggior nemico della nostra salute e che una attività fisica costante è in grado di migliorare il nostro fitness cardiometabolico. 

La proclamazione della Dieta Mediterranea, quale stile di vita sostenibile basato su tradizioni alimentari e su valori culturali secolari, rappresenta un traguardo storico per la tradizione alimentare, per la cultura ed anche per la scienza moderna.

Bibliografia:

1. Sezione a cura del Dottor Giuseppe Fatati, ex Presidente Fondazione ADI

 

PP-LD-IT-0017

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