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Diabete mellito

Diabete mellitoIl diabete è una malattia
cronica che accompagna il
paziente per tutta la vita
e si
manifesta in diverse forme,
che hanno però tutte un
punto in comune:
l’alterazione dell’utilizzo dei carboidrati, che si traduce in
un aumento dei livelli di
zucchero (glucosio) nel
sangue.
Tale alterazione, dal punto di
vista clinico, viene definita iperglicemia.
Tale alterazione è dovuta
alla carenza totale o relativa
di un ormone prodotto dal pancreas
, indispensabile per la vita, che si chiama insulina o all’eccesso di fattori che contrastano l’azione dell’insulina.
L’attuale classificazione (American Diabetes Association 2003) comprende quattro tipi di diabete:

  • Diabete di tipo 1, dovuto alla distruzione delle cellule beta del pancreas, con conseguente mancanza di insulina;
  • Diabete di tipo 2, dovuto a un difetto della produzione di insulina preceduta da una condizione di resistenza all’azione dell’insulina stessa;
  • Altri tipi specifici di diabete, dovuti a varie cause, tra cui difetti genetici e malattie del pancreas;
  • Diabete gestazionale, diagnosticato durante la gravidanza.

Le due forme principali sono comunque il diabete di tipo 1 e il diabete di tipo 2, che ora spiegheremo meglio.

 

Diabete di tipo 1

Compare di solito nelle persone giovani, normalmente prima dei 35 anni. Nei casi tipici si presenta all’improvviso, con una sintomatologia variabile che comprende in particolare un’intensa sensazione di sete, un aumento del volume di urina e dell’appetito, nonostante il quale il paziente perde peso.
In alcuni casi la malattia viene svelata dalla comparsa di chetoacidosi durante una malattia intercorrente o dopo un intervento chirurgico (chetoacidosi significa alterazione dell’equilibrio acido-base del sangue dovuto all’accumulo di corpi chetonici derivanti dall’aumentato metabolismo degli acidi grassi; si manifesta con vari gradi di alterazione della funzione cerebrale che può arrivare fino al coma).
Questa forma di diabete viene considerata una malattia del sistema immunitario, nel corso della quale le cellule del pancreas che producono insulina vengono attaccate e distrutte da altre cellule del nostro stesso organismo.
Esiste una certa predisposizione genetica a sviluppare questa malattia, ma non se ne conosce la causa vera e propria.
I pazienti ai quali è stato diagnosticato il diabete di tipo 1, dal momento della diagnosi devono essere trattati con insulina: non rispondono ad alcun altro trattamento farmacologico, in quanto non sono in grado di produrre insulina, per tale motivo questo tipo di diabete viene anche detto insulino-dipendente

 

Diabete di tipo 2
 

Diabete tipo 2 - controllo glicemicoÈ conosciuto anche come diabete dell’adulto a causa del fatto che si manifesta in persone di età più avanzata, tipicamente in sovrappeso; ha di solito un esordio molto meno evidente, motivo per cui non è raro che venga diagnosticato vari anni dopo l’inizio vero e proprio della malattia; per esempio, accade che il paziente abbia un infarto del miocardio (del cuore) e che, nel corso delle analisi, venga individuata una grave iperglicemia. È la forma più comune di diabete (ne è affetto il 90-95% dei soggetti diabetici).

Viene anche detto diabete non insulino-dipendente.

 Questo diabete non ha origine da un disturbo immunologico come il precedente ed è caratterizzato da due aspetti:

  • la resistenza all’azione dell’insulina nei muscoli e nel fegato, cui si aggiunge progressivamente
  • la diminuita secrezione di insulina da parte del pancreas.

 

Con insulino-resistenza s’intende una condizione per cui i tessuti non sono in grado di utilizzare adeguatamente l’insulina presente nell’organismo.

 Fattori di rischio per la comparsa del diabete di tipo 2 sono: il sovrappeso, l’obesità, la sedentarietà, il consumo di diete ricche di grassi e povere di fibre, una storia di diabete gestazionale, la presenza di altri casi di diabete di tipo 2 nell’ambito della stessa famiglia e la cosiddetta “sindrome metabolica”, caratterizzata dall’associazione di elevati valori di trigliceridi nel sangue, di basso livello di valore di HDL, pressione arteriosa elevata e obesità di tipo addominale. 

Il trattamento di questi pazienti comincia prima di tutto con la dieta e l’esercizio fisico per passare progressivamente e a seconda delle necessità, a incorporare i farmaci antidiabetici orali. Negli stadi avanzati è possibile che diventi necessaria la terapia con insulina, quando il pancreas perde la capacità di produrre l’insulina necessaria. 

 

Bibliografia

American Diabetes Association. Standards of Medical Care in Diabetes, 2006. Diabetes Care 2006; vol 29(suppl 1); edizione italiana a cura dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD): Gli standard ADA delle cure mediche per i pazienti con il diabete mellito, 2006.
Harrison’s Principles of Internal Medicine, 14a edizione, 1998.

 

PP-LD-IT-0017

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